Spettatori malinconici di felicità impossibili .

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Sounds perfect Wahhhh, I don’t wanna
maledettadaunangelo
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“Lei fa sempre la finta tonta: imparate a decodificarla, perché lei ha un preciso codice. Lei dice una cosa e dietro c'è un pensiero. La cosa la butta lì, non è che dice in modo serio “adesso ti faccio una domanda”; ti fa una domanda e, a seconda di come rispondi, lei sa già come deve rispondere. Se tu cadi vuol dire che sei un bugiardo e allora, a questo punto, non te lo dice che l'ha scoperto e ti cancella.”

— Maria De Filippi

ilmiopezzomancante
ilmiopezzomancante

Come fanno quelli che dimenticano di essere stati altro, prima di diventare quello che sono adesso? Come fanno a dimenticare di aver amato, di aver addirittura pianto, per amore? Come fanno a dire a chi sta soffrendo “i problemi sono altri”? Davvero non si ricordano che rumore assordante fa un cuore quando si spezza? Come i poveri che diventano ricchi e tutto ad un tratto dimenticano la sensazione di trovarsi ai margini, tutto ad un tratto iniziano a trattare gli altri con sufficienza, come se i soldi consentissero tutto, perfino l’arroganza. Come quelli che da piccoli erano soli e si sentivano diversi, poi hanno trovato il loro posto del mondo e bum! Hanno dimenticato com’era sentirsi sbagliati. Ascoltano distrattamente la notizia di quella ragazza che alla fine non ce l’ha fatta più perché la vita per lei era un po’ troppo e commentano con aria superficiale “forse era matta”. E ancora gli uomini e le donne per bene, quelli tutti d’un pezzo, che dimenticano di essere stati in frantumi, di essere stati cocci, vetri rotti, caos, disordine. Li vedi con le loro macchine perfette, i loro capelli perfetti, le loro vite perfette e guai a te se inciampi sulla loro strada. Col sorriso ti tenderanno la mano, ma lo faranno soltanto per disprezzarti più da vicino, per giudicarti meglio. Come fanno quelli che dimenticano le persone, tipo “sì, tanti anni fa ci siamo dati un bacio, ma non mi ricordo nemmeno come si chiama”. Secondo me il mondo funzionerebbe meglio se le persone non dimenticassero i nomi di chi hanno baciato. Il mondo funzionerebbe meglio se le persone prendessero appunti sulla tristezza e sulla gioia. Per esempio uno si dovrebbe ricordare com’è bello dire di no, certe volte, e com’è bello dire di sì, anche. Uno si dovrebbe segnare sul calendario “quella volta in cui mi sono ribellato” per ricordarsi che cambiare è possibile. “Quella volta in cui ho capito che sono in grado di cavarmela anche da sola”, per ricordarsi che meritiamo un amore bello e niente di meno. Non carino, non così così, non accettabile. Bello. Ché a forza di dimenticare ci si perde e invece io la strada di casa la vorrei ritrovare sempre.

Susanna Casciani

Non si può amare solo con la voglia di amare.

Con il voler amare.

Con il voler restare.

Con il crederci.

Con io lo amo.

Perché poi non basta.

Non regge.

L’amore non basta per amare.

Bisogna che ci sia la storia, per amare.

La vita, per amare.

Non bastano le parole, per amare.

Neanche quelle giuste, bastano.

Neanche le parole d’amore bastano per amare.

Dobbiamo fare una passeggiata.

Dobbiamo cenare insieme.

Leggere un giornale.

Andare a fare la spesa.

Fare una cosa insieme.

Che sia nostra.

Che siamo noi.




Io e te.

Non basta fare sesso per fare l’amore.

Anzi.

Ci vogliono i baci.

Ci vuole anche solo stare con la fronte appoggiata alla fronte.

Per amare ci vuole una storia. Da vivere. Vissuta.

Ci vuole tempo.

Non puoi non esserci mai.

Per amare ci vuole una storia. Da fare e raccontarsi.

Non puoi non aver voglia di parlare.

Non puoi parlare sempre.

Una storia da fare insieme.

Non puoi trovare tutto pronto.

Arrivare quando tutto è fatto.

Io amo solo chi fa la giornata con me.

Chi fa la vita con me.

Chi fa la spesa con me.

Chi fa una passeggiata con me.

Chi fa tempo con me.

Chi fa storia con me.

Non amo se no.

Amo solo chi sa stare tutto con me.

Chi parla con me.

Chi torna da me.

Chi chiama per non dire niente.

Chi mi bacia la testa, tra i capelli, passandomi vicino.

Chi mi porta i capelli indietro.

Io non le voglio le romanticherie.

Voglio le cose che sono nella mia giornata.

Voglio che sono con te.

Fatte con te.

Raccontate a te.

E poi ti racconto le cose solo mie.

Che faccio io.

Entro e esco dalla tua vita.

E tu dalla mia.

Come l’ago che cuce .

Come l’ago che per unire, entra e esce.


Mauro Leonardi

50sfumaturedidiocenere
50sfumaturedidiocenere

“Ero in un periodo della mia vita in cui pensavo a me, un cui stavo riprendendo in mano la mia vita, dopo che persone sbagliate ne avevano fatto uno straccio, stavo pensando a quanto é bello a volte star soli, a quanto da soli noi possiamo darci tanto

E poi sei arrivato tu, in silenzio, sei entrato in punta di piedi, hai fatto tutto dolcemente, quasi senza che io me ne accorgessi

Mi hai studiato, mi hai osservata come si fa con un quadro di cui non capisci la consistenza, di cui non capisci il significato se non dopo che passi ore ad osservarlo, ti sei intrufulato nelle mie giornate, in silenzio

Hai cercato in ogni modo di attirare la mia attenzione, a volte sei passato da stupido davanti ad occhi indiscreti

Io forse troppo presa dal pensare a me non mi rendevo conto di quanto forse pensavo più a te, so che é una contrapposizione di parole, ma in realtà era tutto un gioco di sguardi

Ci siamo baciati, eddio si, un bacio lungo, di quelli che non hai bisogno di pause per prendere fiato, no un bacio di quelli che ti riempie i polmoni ed anche il cuore

E ti ricordi le nostre mani che si toccavano, ed i nostri occhi che si toccavano ancora di più

Sei entrato in silenzio nella mia vita

Ed é stato il silenzio più rumoroso di sempre

.”